Enric Mas (Movistar): Riuscire a riprendere Pogačar in salita di per sé vale come una vittoria. Perché quanto il campione del mondo ha attaccato, sembrava ancora una volta lo stesso copione, con la corsa chiusa e una vittoria in solitaria. Invece è arrivata l’impresa che nessuno si aspettava, sì perchè al giorno d’oggi va considerata un’impresa, con lo spagnolo che ha ripreso lo sloveno con una progressione eccezionale nel tratto finale di Puerto El Bartolo, pure in sterrato. La facilità con cui ha pedalato ed è riuscito mano mano a recuperare terreno al rivale, dimostra ancora una volta che questo corridore alla Vuelta è capace sempre di rinascere e tornare protagonista, come se il resto della stagione non fosse esistito. Ora dovrà confermarsi se vuole tornare sul podio in una Grande Giro.
Tadej Pogačar (UAE Team Emirates – XRG): Meno fenomenale del solito, ma comunque sempre vincente. Lo ha ammesso lui stesso dopo l’arrivo: “Enric Mas mi ha superato come un razzo. Non me lo aspettavo”. Certamente lo sloveno non pensava di poter essere raggiunto, di poter provare nuovamente in salita quell’incertezza di non trovarsi solo al comando, di avere un avversario con cui battagliare. Un momento quindi di spaesamento, che lo ha spinto oltre al limite in discesa, dove ha rischiato di cadere in curva, ma ciò che conta è che non è caduto, grazie ad una capacità magistrale di guidare la bici. Quindi lo sprint a due, in cui ha dato tutto, perché per lui ogni vittoria conta e anche se non è andata con il solito copione, l’importante è che sia arrivata.
Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech): Era tra i favoriti per il successo nel caso la fuga fosse andata in porto e infatti è stato l’unico dei fuggitivi a resistere al passo dei migliori. Un ottimo terzo posto per un corridore che conferma di essere cresciuto molto in salita e di saper fare la differenza con azioni da lontano. Ultimo degli attaccanti ad essere raggiunto da Pogačar sul Puerto El Bartolo e poi brillante a tenere il passo di Primož Roglič e Felix Gall, riuscendo poi a vincere lo sprint per il piazzamento. Una caparbietà e una gestione delle energie che dimostrano come possa essere protagonista a grandi livelli. Sicuramente avrà l’occasione per riprovarci da qui alla fine e centrare il primo grande successo della carriera.
Oscar Onley (Netcompany – INEOS): Sembrava essere il suo momento, dopo il brillante quarto posto ad Andorra, arrivato anche superando i problemi fisici avuti nella nottata. Invece oggi non è riuscito a ripetersi, andando in crisi sul tratto duro del Puerto El Bartolo. Il britannico era stato sempre attivo in testa nelle fasi calde dei tentativi di fuga e poi aveva anche risposto bene ai primi allunghi dei big, ma poi nel momento clou ha ceduto. Un crollo netto, senza la forza di riuscire a reagire, che lo porta a perdere quasi un minuto dai rivali diretti e mettere anche a rischio la Maglia Bianca, dove ora ha soli tre secondi di margine su Debruyne.
Jarno Widar (Lotto – Intermarché): L’esordio in un Grande Giro è sempre delicato e quest’oggi il belga ha dimostrato di dover crescere ancora molto per competere con i migliori. Il 20enne infatti è andato alla deriva, chiudendo con 3’48” di distacco dal vincitore. Un distacco troppo ampio, che rischia già di compromettere le ambizioni di un buon posizionamento in classifica generale. Servirà quindi ancora lavorare per riuscire ad avere un rendimento costante nelle tappe decisive.
Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) Fin qui la corsa non sta andando come sperato per il danese, che dopo il sesto posto al Tour de France era tra i più quotati per un posto sul podio. Invece dopo una cronometro iniziale già sotto il suo potenziale, non è riuscito a brillare nè ad Andorra, nè nella tappa odierna, perdendo un’altra posizione in classifica, scivolando al nono posto. Servirà un deciso cambio di passo per cercare la rimonta ed evitare un piazzamento peggiore del Tour.
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